Come combattere il colesterolo e difendere il cuore in modo naturale

Delle molte cause dei disturbi al cuore, una delle più importanti su cui agire in modo preventivo è sicuramente il colesterolo elevato. Tenendo sempre presente che dei due tipi di colesterolo (LDL e HDL) che possiamo sentir nominare dal nostro medico, solo il primo è “cattivo”, e deve essere tenuto sotto controllo, esistono sicuramente modi naturali per aiutarci a gestirlo.

Una della cose più evidenti, ma anche più efficaci, che si possono fare per proteggere il proprio cuore è l’esercizio fisico: un cuore attivo è un cuore in salute, più forte e più resistente alle malattie. E non occorrono ore e ore di ginnastica o faticosissimi esercizi fisici; due o tre sedute d’allenamento da mezz’oretta alla settimana sono già un cambiamento estremamente positivo, e un autentico toccasana per chiunque faccia una vita sedentaria come la nostra.

Il secondo ambito in cui operare per proteggere il nostro cuore dalle malattie, riducendo il colesterolo, è quello alimentare. Ciò che mangiamo e beviamo ha un impatto enorme sulla nostra salute, e l’attenzione che dedichiamo alla nostra alimentazione si trasforma in prevenzione delle malattie. Per difenderci dal colesterolo, è consigliabile evitare i grassi saturi, e abbondare invece in fibra e pesce – quest’ultimo utile per assumere Omega 3.

Chi dovesse avere un’allergia, o problemi d’altro genere con il pesce, farebbe comunque bene a integrare la propria dieta con dei regolari supplementi di Omega 3. Sul fronte delle bevande, dà ottimi risultati sostituire le bevande gassate e zuccherate con del tè verde, che contiene sostanze in grado di abbassare il livello di colesterolo LDL (quello cattivo, ricordate?) nel sangue, riducendo i rischi per il cuore.

Un terzo ambito in cui è facile fare qualcosa per la propria salute è quello del fumo. Evitarlo totalmente, anche se può essere difficile smettere per chi ne abbia l’abitudine, ha immediate ricadute positive sulla salute del nostro cuore, perchè è dimostrato che fumare riduce i livelli di colesterolo buono, l’HDL; e questo senza pensare a tutti gli altri organi, i polmoni prima di tutto, la cui salute viene messa in pericolo dalla pratica del fumo.

Prima di pensare a dottori e medicine, quindi, per tutelare la propria salute e il proprio cuore è utile rivedere le proprie abitudini quotidiane. Una vita più sana e un’alimentazione migliore possono fare molto!

La filtrazione aria in campo industriale

Nella progettazione di un qualsiasi impianto industriale, l’installazione di appropriati sistemi di filtrazione aria è un elemento essenziale del lavoro: le ragioni sono molteplici e importanti, e cercheremo di riassumerle brevemente.

Perchè ci occorrono sistemi di filtrazione dell’aria?

La necessità di filtri per l’aria deriva da una condizione inevitabile del lavoro industriale, ossia l’immissione nell’atmosfera – e più direttamente, nell’aria in circolo in un impianto o stabilimento – di polveri, liquidi nebulizzati, e in genere particolati di tipo organico o inorganico, a seconda della tipologia d’industria interessata.

Invisibili a occhio nudo, queste particelle di vario genere sono però inquinanti, e in molti casi pesantemente tossiche per l’organismo; e com’è facile immaginare, prima ancora di costituire un problema per l’ambiente circostante, lo rappresentano per i polmoni e le vie respiratorie di chi nell’impianto lavora ogni giorno. Sono numerosi i disturbi che l’inquinamento presente nell’aria non filtrata può causare, e di diversa gravità: da semplici irritazioni delle mucose, infatti, è possibile arrivare persino al cancro, come recentemente dimostrato da diversi studi. Oltre a far sì che molti governi abbiano promulgato leggi per limitare il livello massimo di emissioni, questa situazione ha anche portato numerosi obblighi in merito alla necessità di filtrare da tutte le particelle inquinanti tali emissioni. La filtrazione aria è quindi una necessità ecologica, etica, sanitaria e anche legale.

Ma quali filtri vanno usati?

Qui la risposta si fa estremamente complessa. Le situazioni di applicazione, come abbiamo detto, sono numerosissime, e quindi sono altrettanto numerose le tipologie di sistemi di filtrazione aria disponibili sul mercato. Tuttavia una categoria di filtri molto diffusa e popolare, dalle prestazioni genericamente riconosciute come ottime, è quella identificata dalla sigla HEPA – High- Efficiency Particulate Air filters , ossia “filtri aria per particolato ad alta efficienza”. In questi dispositivi sono previsti ben tre livelli separati di filtrazione aria, ciascuno dei quali va a sottrarre dal flusso particelle di dimensioni sempre più ridotte, con il risultato finale di un’aria purificata al 99.97%. Nell’industria, fatti salvi casi particolari che richiedono filtri più specifici, sono una delle categorie più rappresentate e presenti.

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Pesatura dinamica: la risposta versatile ai problemi di misurazione

Pesatura dinamica, oggi, è il miglior sinonimo di reale precisione e affidabilità nelle misurazioni, e la via più sicura per ottenere una precisa descrizione, in tempo reale, dei flussi di materiali utilizzati in qualsiasi tipo di azienda produttiva, dalla più piccola alla più grande. Sebbene tuttavia questo concetto sia di per sé ben acquisito, e assolutamente non contestato, è inevitabile rilevare come questa consapevolezza non si sia ancora tradotta in una completa e capillare diffusione della pesatura dinamica stessa in tutte quelle numerose aziende che tanto potrebbero giovarsene. Scopriamo allora insieme come la pesatura dinamica possa costituire la soluzione perfetta a problemi spesso annosi e mai risolti!

Pensiamo ad esempio a quegli impianti di grandissime dimensioni, con complessi percorsi delle linee di produzione, nei quali tipicamente si verificano sprechi di materiale e conseguente generazione di scarti: tutti ormai montano sistemi di pesatura digitale di assoluta precisione, e hanno quindi un’idea precisissima della presenza e dell’entità di tali sprechi. Ma è solo con la pesatura dinamica, che verifica l’andamento del flusso di materiale secondo per secondo, che è possibile identificare il problema mentre avviene, e sapere quindi dove e quando si generano gli sprechi; e interfacciando il sistema di pesatura con il controllo impianto, diventa possibile anche alterarne il comportamento per contenerli o eliminarli.

Un altro dei problemi più frequenti, in impianti di ogni tipo, è legato all’afflusso variabile di una materia prima. Poichè infatti è spesso impossibile avere un afflusso perfettamente costante e stabile di materiale, l’impianto si trova sovente ad avere momenti di picco e momenti di vuoto, ai quali corrispondono rispettivamente ingorghi e fermi – le cui conseguenze sono, inevitabilmente, ritardi, errori, e problemi al prodotto finale. In questi casi la pesatura dinamica è la risposta immediatamente risolutiva al problema, perchè funziona in tempo reale e quindi monitora la produzione, permettendo la regolazione dell’impianto e del comportamento delle sue parti proprio in base al flusso in tempo reale della materia prima.

In conclusione, non dimentichiamo di analizzare il problema di quei numerosi impianti industriali nei quali, per effettuare la produzione, è necessario mescolare con precisione ingredienti diversi; il caso tipico è quello delle industrie alimentari o chimiche. La pesatura statica digitale permette sicuramente la verifica della quantità corretta di ingredienti in partenza, e del peso finale della miscela; ma quel che accade in produzione – se, come accade ad esempio spesso, la velocità non coordinata dei nastri trasportatori porta di fatto a una miscela non esatta nelle proporzioni – non è analizzabile con la pesatura statica. Con quella dinamica, di contro, il comportamento dell’impianto è monitorato in ogni secondo, e con esso l’apporto di ciascun ingrediente, che può essere ridotto o aumentato in tempo reale: la miscela è perciò monitorata istante per istante, ed è garantita la sua assoluta conformità alla ricetta impostata.

Disinfestazione zanzare: zanzara tigre

Il secondo esemplare più diffuso in scala nazionale è, dopo la zanzara comune (Culex Pipiens), la cosiddetta zanzara tigre (o Aedes Albopictus).
La zanzara tigre è appartenente alla famiglia dei Culicidae e si è diffusa in Italia ed Europa solo a partire dagli anni ’90. Infatti, essa è originaria dell’Asia ed è tipica di ambienti con clima tropicale.
Però, attraverso vie marittime (in particolare carichi navali di copertoni, bambù e fiori) è arrivata anche a noi ed oggi è diffusissima. Il nome di “tigre” le è stato dato per le caratteristiche striature bianco/nere presenti sul corpo.

Come per le zanzare comuni, il maschio ha la peluria delle antenne più folta e la femmina meno folta,ma con struttura boccale per penetramento e succhiamento di sostanze nutrizionali.
A differenza delle zanzare comuni, sono più grandi (dai 2 ai 10 mm) e agiscono quasi sempre di giorno (mentre le zanzare comuni di solito sono notturne).
Inoltre, fugge più velocemente dal momento che punge in maniera più rapida. Anche le larve si sviluppano relativamente velocemente. E’ molto aggressiva e con il tempo si è adattata a deporre le uova in piccoli ristagni d’acqua. Nonostante ciò le sue larve possono resistere anche a lunghi periodi di freddo e siccità .

Il ciclo vitale della Zanzara Tigre comprende 4 stadi: uovo, larva, pupa e adulto. Le uova sono nere e lunghe circa mezzo millimetro. Le larve, che crescono e si sviluppano in acqua, sono disposte in un’unica fila a pelo dell’acqua, e sono caratterizzata da una grossa spina centrale. L’adulto, infine, vive sulla terra ferma. I punti dove la Aedes Albopictus depone le sue uova sono rappresentati da qualunque contenitore nel quale è presente acqua come tombini, vasche, vasi, copertoni, grondaie. L’ Aedes albopictus è vettore di diverse malattie virali, in particolare quelle causate da arbovirus, tra cui la Chikungunya, la dengue, la febbre gialla e alcune encefaliti nelle zone tropicali e in numerose zone dell’Asia. Nelle nostre zone questi agenti patogeni sono assenti e quindi questo rischio è solo teorico.

Seppur legata ad ambienti tropicali, si è ora adattata anche a climi più freddi e ormai alberga in tombini, fogne, piccole pozze d’acqua, ecc dove può deporre in tutta tranquillità le sue uova.
L’infestazione di zanzara tigre può essere estinta eliminando le larve in primis tramite disinfestazione zanzare, e poi occupandosi degli adulti con altri metodi di disinfestazione zanzare, siano essi casalinghi oppure professionali.

Infatti, si può agire in modi differenti: o praticando una disinfestazione zanzare fai da te, con prodotti insetticidi che sono acquistabili in qualsiasi negozio di agraria o farmacie o particolari negozi del settore. Però una disinfestazione zanzare “fai da te” comporta il rischio di un cattivo risultato, soprattutto perché le zanzare tigre sono più dure da eliminare.

La disinfestazione zanzare allora deve avvenire nelle ore mattutine o al tramonto e deve essere compiuta da ditte specializzate; ma se si pratica a livello urbano non sarà mai del tutto eliminato il problema, perché sarà comunque presente nei giardini privati.
Infatti, anche eliminando tutte le zanzare tigri dai tombini o dalle acque stagnanti o dai luoghi pubblici dove essere albergano con l’uso di insetticidi (piretroidi), non si potrà mai arrivare ad una significativa riduzione del disagio che i cittadini subiscono all’interno dei propri giardini. E comunque, le zanzare adulte andrebbero a porre da capo le uova nei luoghi appena disinfestati e il problema si ripresenterebbe. Quindi,sarebbe opportuno operare sia a livello urbano che a livello privato: solo cosi potranno essere eliminate e la disinfestazione zanzare ultimata.