Maestra alle materne: gli studi e la formazione necessaria

La formazione accademica necessaria per diventare insegnante della scuola materna (definita a partire dal 2003 scuola dell’infanzia per effetto della legge Moratti) non è dissimile da quella per la scuola primaria, almeno sotto alcuni aspetti. La scuola dell’infanzia è rivolta a tutti i bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni, non è classificata come scuola dell’obbligo, e gli insegnanti operano all’interno di un Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita ai sei anni, introdotto nel 2017. Questo sistema è pensato per garantire a tutti bambini e bambine la possibilità di valorizzare appieno le proprie potenzialità sotto ogni aspetto (sociale, cognitivo, emotivo, affettivo, relazionale) grazie a personale qualificato che insieme alla società contribuiscono ad adempiere al senso di responsabilità collettiva, eliminando tutti quegli ostacoli che limitano la piena integrazione e sviluppo. Dunque, si comprende che la figura dell'insegnante nella materna è di assoluta importanza nello sviluppo e crescita dei bambini. L’obiettivo è quello di assicurare loro l’acquisizione delle competenze e conoscenze di base, oltre che educare alle emozioni. Infatti, secondo Cox e Gun i bambini sono considerati “soggetti che non conoscono quali siano i comportamenti prosociali adeguati da emettere” per questo è fondamentale che attraverso un apprendimento per imitazione la maestra/il maestro dell’infanzia riescano ad avere un background formativo ampio, tale da poter promuovere e coordinare azioni educative efficaci nella prospettiva dell’inclusione. Insomma, l’insegnante deve guidare i propri alunni nella comprensione delle condotte socialmente accettabili acquisendo e sviluppando la giusta dose di empatia.  

 

Qual è il percorso formativo per poter lavorare come insegnante presso la scuola dell’infanzia?

A differenza del passato, dove il solo possesso del diploma era sufficiente per poter esercitare questa professione, oggi il susseguirsi delle numerose riforme del sistema scolastico hanno cambiato il percorso per accedere all’insegnamento, a prescindere da quale sia il grado, ed ha introdotto numerosi requisiti, prevedendo un iter formativo specifico. Difatti, con il Decreto Legislativo 65/2017 la figura professionale dell’insegnante è stata completamente ridefinita. Tuttavia il Decreto, non avendo carattere retroattivo, produce effetti solo per il presente e futuro. Per questa ragione, coloro che hanno conseguito un diploma di Istituto Magistrale o di Liceo Socio-Psico-Pedagogico entro l’anno scolastico 2001-2002 potranno ancora inserirsi nelle GPS (Graduatorie Provinciali Scolastiche) anche senza laurea.

Di regola, la legislazione scolastica prevede il possesso di una laurea magistrale in Scienze dell’educazione o Scienze della formazione primaria. Entrambe queste facoltà sono accessibili mediante università telematiche come ad esempio l’Università Telematica Niccolò Cusano. I corsi di laurea essendo abilitanti consentono l’inserimento in II fascia GPS al fine di ottenere incarichi a tempo determinato: al termine delle attività didattiche, al 30 giugno o al 31 agosto. Per avere informazioni sulla laurea in scienze della formazione è possibile visitare il sito dell’ateneo presso il quale la futura matricola vorrà iscriversi, analizzando dettagliatamente il programma di studi e le opportunità che il corso riserva. Generalmente per poter accedere al corso di studi è fondamentale superare un test d'ingresso. Questa modalità di accesso però non è una regola generale e alla luce dell’autonomia delle università, è possibile che queste ultime prevedano una diversa modalità di accesso. 

Elisa Sansoni

Sono una blogger per passione. I miei hobby sono leggere, guardare film, mangiare bene e viaggiare. Amo divertirmi e vivere.

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