Una tavola degna di un cinque stelle

È vero, le nostre vite sono sempre piene di impegni, e di frequente non sarebbe scorretto definirle assolutamente frenetiche; tuttavia, per fortuna, ancora abbiamo l’abitudine, almeno ogni tanto, di rallegrare una serata invitando a cena un gruppo di amici.

E in queste occasioni esibiamo il meglio di noi: a seconda dei gusti culinari dei nostri invitati, e anche delle nostre effettive capacità in cucina, sceglieremo indubbiamente per il menù le pietanze più apprezzate; pensando a quell’importantissima componente della buona riuscita della serata che è la conversazione, selezioneremo con cura un piacevole e adeguato sottofondo musicale; all’accurata scelta dei cibi affiancheremo una altrettanto scrupolosa selezione dei vini che li possano affiancare ed accentuare al meglio; e come contorno a tutto ciò, sicuramente prenderemo dai cassetti e dagli armadi la tovaglia, i servizi di piatti, le posate, e i bicchieri più eleganti e pregiati che possediamo, come segno di cortesia ai nostri invitati. Ma sapremo anche ammannire alla perfezione, come nei tavoli per ristoranti di alto livello?

Fare in modo che la nostra tavola sia apparecchiata secondo tutte le regole dell’eleganza non serve solamente a dimostrare le nostre buone maniere, ma è particolarmente un segno di cortesia che manifestiamo verso i nostri invitati, che sono poi i protagonisti della serata in quanto nostri ospiti, proprio come il provare a non chiacchierare di argomenti che possano risultare loro sgraditi, o l’evitare di cucinare pietanze che sappiamo non essere di loro preferenza.

Siccome, inoltre, le regole da seguire sono chiare e non eccessive per quantità, vale davvero la pena allestire in qualche minuto in più, per verificare che tutto sia eseguito nella maniera più giusta. E per iniziare proprio dalle basi, stenderemo anzitutto sul tavolo da pranzo un mollettone, che non solo tutelerà la superficie del tavolo stesso dal calore e dalle macchie che potrebbero rovinare il mobile, ma avrà anche il vantaggio di affievolire i rumori, alla lunga sgradevoli, causati dagli impatti di piatti, bicchieri e posate sul tavolo stesso. Vi stenderemo quindi sopra una tovaglia scelta in accordo con il tenore della serata (per una fonduta fra amici non ha senso allestire con pizzi e merletti; per un’elegante cena formale, similmente, niente colori e decori sgargianti) e in maniera che si accompagni bene anche al servizio di piatti. E infine, al centro del tavolo, andremo a porre una decorazione, appunto il centrotavola, che con gusto (e soprattutto senza limitare i movimenti o la possibilità dei convitati di vedersi in viso) completi la base dell’apparecchiatura.

Ma se c’è un punto complesso – che a volte, addirittura, intimorisce perfino, dall’altro lato, i convitati – dell’apparecchiatura, è quello su come apprestare i piatti, e soprattutto le posate. La regola sui primi è semplice: salvo che – cosa ormai molto rara nelle case, a differenza di quanto poteva succedere fino a qualche decennio fa – del servizio si occupi un cameriere, si dispongono al posto, fin dall’inizio della cena, un massimo di tre piatti, per antipasto, primo (dove, in caso di una minestra in brodo, si opterà naturalmente per una fondina) e secondo.

Altri piatti verranno portati in seguito, se necessari. E le posate? Come uscire dal labirinto della loro disposizione? In realtà, è un labirinto ben poco complesso, se si applicano poche semplici regole. Forchette sempre a sinistra, più esterna quella da pesce: coltelli sempre a destra, più esterno quello da pesce; e il cucchiaio ancor più a destra dei coltelli. Le posate da dessert davanti al piatto, e tutti gli incavi, sia di forchette che di cucchiai, all’insù. Anche per i bicchieri, altro tema per tanti misterioso, poche sono le dritte da dare: a destra, davanti al coltello, da due (acqua e vino) fino ad un massimo di quattro, sempre aggiunti a destra del più grande che è quello per l’acqua. Manca, per finire, solo il tovagliolo: lo disporremo, ripiegato semplicemente e senza bisogno di bizzarre piegature, o sul piatto o fianco alle posate. Ecco fatto!

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