[14-12-2017] Possiamo ancora restare sordi e ciechi di fronte ad un’esigenza inderogabile ?

di Mauro Rubino-Sammartano

La disunione ed il contrasto tra di noi è purtroppo una delle nostre più antiche tradizioni.

Dagli Orazi ai Curiazi siamo passati alla non unione di fronte ai barbari che ha portato alla caduta dell’Impero Romano, poi alle guerre tra i Guelfi e Ghibellini, per proseguire con i contrasti tra liberali e conservatori, tra Papalini e Sabaudi, tra il nord e sud, tra partigiani e fascisti, tra la Democrazia Cristiana e il comunismo, tra pro-americani e pro-sovietici, tra divorzisti e anti divorzisti, tra capitalisti e rivoluzionari.

Dalle ceneri della democrazia cristiana e del comunismo è nata una pletora di partiti grandi e piccoli i quali costringono ad alleanze, poco dopo generalmente frantumate, a danno della governabilità del Paese e della realizzazione di quanto per esso conta.

L’individualismo che ci caratterizza, se da un lato ha il grande pregio di favorire la creatività e lo slancio, dall’altro comporta una divisione costante in mille rivoli.

Noi non ignoriamo l’antico detto che “l’unione fa la forza”, ma a noi, eredi della Roma imperiale più che di quella repubblicana, questo non sembra fare nessun effetto.

L’unione nazionale ha così sofferto della grande indifferenza e sprovvedutezza che ci ha portato a perdere con molta disinvoltura tante occasioni, tra cui quella di costituire uno Stato unitario secoli fa.

Ogni questione è così fonte di esasperati e accaniti diverbi e la classe politica ormai concentra la sua attività in litigi che spesso nulla hanno a che vedere con il bene pubblico.

L’indisciplina del resto è una nostra specialità che ha sempre regnato e regna sovrana.

Non vogliamo proprio renderci conto che al di là di qualsiasi convinzione e scelta personale, il Paese ha un enorme bisogno di unità per costruire un futuro migliore e dunque totalmente diverso dal triste spettacolo al quale stiamo facendo assistere i nostri figli e nipoti ?