[12-12-2016] Dato che la Costituzione sta monopolizzando i dibattiti a livello nazionale, perché fermarsi a qualche preambolo ?

di Mauro Rubino-Sammartano

Da mesi il dibattito sul referendum costituzionale infuria, provocando ogni sorta di emozioni.

Se la Costituzione deve proprio monopolizzare l’attenzione nazionale, è legittimo domandarsi perché fermarsi ai preamboli e perché invece non cercare di effettuare una valutazione generale delle direttrici lungo le quali la Costituzione, dopo oltre cinquant’anni dalla sua entrata in vigore, potrebbe giovarsi di miglioramenti e di darle attuazione (ricorrendo alle delibere anche costituzionali a tal fine necessarie).

Varie forme di reggimento e di soluzioni

L’umanità ha collezionato una serie di forme di reggimento e di soluzioni politiche che vanno dalla monarchia alla dittatura, al caos, alla rivoluzione, alla democrazia (spesso degenerata in demagogia), alla timocrazia (reggimento basato sul censo) e all’oligarchia (reggimento basato su un limitato numero di persone appartenenti ad una determinata categoria sociale).

Della democrazia, lo statista inglese Churchill ha dato peraltro l’incisiva valutazione

la democrazia è la peggiore forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme di governo che si sono sperimentate”.

Restando in linea con questa sua suggestiva descrizione, si può provare a ipotizzare formule di democrazia nelle quali il rischio della demagogia sia bilanciato da una serie di contrappesi ?

Non si pretende ovviamente di elencare tutte le possibili direttrici di riforma della nostra Carta Costituzionale né le migliori.

Ci si limita per ora ad alcuni spunti molto sintetici, aventi solo lo scopo di creare un dibattito e di contribuire ad un riesame di aspetti fondamentali della Carta Costituzionale, che appaiono in grado di consentire un decisamente netto miglior funzionamento dello Stato.

Sul suffragio universale

Se, come prescritto dall’art. 4.8 della Costituzione, il suffragio è universale, appare opportuno, per evitare derive demagogiche, assicurarsi che il cittadino disponga della preparazione necessaria affinché possa esercitare bene il proprio diritto di votare, evitando ciò che – nello slancio risorgimentale – è stato effettuato, ossia di dare a tutti un fucile, senza insegnar prima come usarlo.

Questo contrappeso potrebbe ad esempio consistere nel requisito, per essere iscritti nelle liste elettorali, di aver seguito con profitto un corso a livello nazionale 8o pluriregionale) di almeno 8 ore sui diritti e doveri del cittadino e, per chi non è nato e vissuto in Italia, sulla conoscenza della lingua italiana.

Sull’esito delle votazioni

Potrebbe prendersi altresì in esame l’eventualità di disporre che una votazione si intende approvata solo se consegue il 60% dei voti, evitando così che una proposta sia approvata con una maggioranza minima, ad esempio anche di un solo voto.

Si potrà prevedere la ripresentazione della proposta, ove essa abbia riportato più del 50% dei voti.

Sul referendum

Per evitare le perplessità che una forma troppo sintetica di quesito può causare, circa una sufficiente comprensione di esso, si potrebbe prevedere che il quesito sia accompagnato da un’illustrazione (in un opuscolo da diffondere tempestivamente a stampa, per televisione e ai seggi elettorali) contenente le finalità del referendum e gli effetti della sua approvazione o reiezione.

Sull’acquisizione della cittadinanza

Oltre all’acquisizione

-          jure sanguinis (escludendo peraltro la possibilità di avere un’altra cittadinanza), e

-          jure soli (per chi sia nato in Italia da un genitore italiano, anche qui esclusa una duplice cittadinanza),

si potrebbe prevedere

-          il requisito della residenza effettiva in Italia (prolungato a 15 anni; non sembra vi sia infatti bisogno di aumentare il numero dei cittadini), purché il richiedente abbia frequentato con risultato positivo un corso standard a livello nazionale o plurigiudiziale di diritti e doveri del cittadino in italiano, abbia conoscenza della lingua italiana e risulti che sia inserito nel modus vivendi italiano;

-          per matrimonio con cittadino italiano, dopo una residenza effettiva in Italia di almeno 4 anni (purché con rinuncia a qualsiasi altra nazionalità e con esito positivo della frequentazione del corso sui diritti e doveri del cittadino e di conoscenza della lingua italiana).

Sui permessi di soggiorno e di lavoro

Si potrebbe ipotizzare:

-          da un lato un permesso di soggiorno o di lavoro fino a 6 mesi per lavori temporanei (debitamente documentati, con la prova dell’avvenuta assunzione) (rinnovabile due volte);

-          permessi annuali rinnovabili di soggiorno e di lavoro (documentato) sino ad un massimo di 15 anni, ove venga superato l’esame sui diritti e doveri del cittadino e verificata la conoscenza della lingua italiana e l’inserimento nel modus vivendi italiano

-          per avvenuto matrimonio fino a 4 anni

-          con disciplina speciale per chi abbia ottenuto l’asilo politico.

Lo status dei meteci in Grecia mostra che la posizione di chi non sia cittadino, ma abbia il permesso di soggiorno e di lavoro era già sin da allora regolamentata.

Sulle cariche pubbliche

Presidente della Repubblica:

-          nomina del Presidente a suffragio universale

-          potere di conferire l’incarico di formare il Governo.

Governo:

-          composto da tecnici di ciascun specifico settore (e non da politici di carriera o iscritti a partiti)

-          sottoposizione del Governo al voto di fiducia da parte della Camera dei Deputati

-          quorum necessario per la fiducia : 55% dei votanti.

Parlamento:

-          unica Camera.

Camera dei Deputati:

-          nomina per suffragio universale

-          un deputato per ciascuna circoscrizione e votazione per circoscrizione

-          divieto di cumulo di incarichi (tra cui quale funzionario di partito, o componente di amministrazioni locali, dirigente/dipendente di imprese pubbliche)

-          esclusione della pensione (eccetto per chi sia stato deputato ininterrottamente per 30 anni ed abbia partecipato almeno all’85% delle sedute per ogni anno)

-          il deputato è invitato a svolgere un altro lavoro di modo di non aver bisogno della rielezione che può limitarne la libertà di opinione.

Remunerazione :

-          emolumento € 3.000,00 lorde al mese

-          presentazione della dichiarazione dei redditi

-          rimborsi spese mensili solo contro rigorosa documentazione

-          il tutto sotto il controllo da parte della Corte dei Conti.

Corte Costituzionale:

-          riequilibramento della composizione: un componente nominato dalla Corte di Cassazione, tre per votazione da parte dell’assise costituita dai Presidenti di tutte le Corti d’Appello, tre dal Consiglio Nazionale Forense, tre dal Consiglio Superiore della Magistratura, tre dal Parlamento, due dal Presidente della Repubblica.

Consiglio Superiore della Magistratura:

-          esercizio da parte del Presidente della Repubblica della Presidenza effettiva dell’organismo,

-          riequilibramento della composizione : tre componenti di diritto : 1/3 da Camera dei Deputati, 1/3 dall’Assise costituita dai Presidenti dei Consigli degli Ordini Forensi, 1/3 da tutti i componenti ordinari della magistratura giudicante.

Magistratura giudicante :

-          messa a punto di sistema di nomina che abbandoni il metodo del consenso e punti, con la collaborazione dei Consigli Giudiziari, al modello inglese di nomina come giudici di Avvocati che, attraverso l’esercizio della professione per non meno di 10 anni, abbiano dimostrato di possedere doti di equilibrio e di assoluta correttezza, rilevabili solo sul campo e non attraverso esami scritti e interrogazioni orali di tipo scolastico.

Magistratura requirente :

-          cessazione della qualifica quali magistrati e assunzione della funzione di avvocati dello Stato adibiti alla Sezione Penale dell’Avvocatura dello Stato, a fianco degli avvocati civili dello Stato

-          attribuzione agli avvocati penali dello Stato delle stesse guarentigie – mutatis mutandis – della magistratura giudicante.