[29-3-2016] Proprio nessuna formazione per poter esercitare cariche pubbliche?

di Mauro Rubino-Sammartano

La prima edizione del Saggio sulle classe sociali di Paolo Sylos-Labini (che risale al 1974 ed è stata arricchita in una nuova edizione nell’ottobre 2015), mantiene interesse ed attualità in quanto consente di studiare i mutamenti dello spaccato sociale.

Un analogo studio meriterebbe o merita un’indagine sui mutamenti della classe politica dal Regno alla Seconda Repubblica.

Mutamenti di grande momento si sono infatti all’evidenza verificati anche solo dai decenni in cui la Democrazia Cristiana ha avuto la maggioranza sino ai tempi attuali.

Se alla classe politica di allora veniva rimproverato, tra l’altro, un lungo carrierismo, in cambio essa formava – nel bene o nel male – i propri politici, che spesso potevano avvantaggiarsi da un lato di proprie ampie esperienze e dall’altro di colleghi altrettanto preparati.

Lo scenario politico attuale non sembra avere però questa connotazione. Molti entrano in politica senza alcuna preparazione ed il loro comportamento, sia a livello internazionale che a livello regionale e comunale, ne è spesso l’inevitabile conseguenza.

È quindi legittimo domandarsi se non vi sia alcun rimedio a questa situazione e pertanto che abbia una “licenza di legiferare e/o di governare” sia a facile portata di mano di chiunque sia stato designato dalla propria segreteria politica (o movimento organizzatore), anche se sprovvisto di un’adeguata formazione.

Contrasto stridente con la soluzione data al problema dalla Francia in cui l’Ecole Nationale d’Administration (ENA), che ha sede a Strasburgo, è stata costituita nel 1945 dal Governo provvisorio francese per garantire la formazione di una nuova classe dirigente.

L’obiettivo dell’ENA è per giunta non solo di fornire allo Stato una classe dirigente preparata, ma anche di garantire a tutti un accesso alla funzione pubblica fondato sul merito.

I partecipanti al corso vengono selezionati con un concorso rigoroso. Viene segnalato che su 3000 candidati, solamente 80 vengono ammessi. Si tratta di una formazione interdisciplinare che dura 24 mesi, di cui la metà di studio e la residua metà consista in un tirocinio effettuato presso uffici pubblici.

Tra la bibliografia sull’ENA vedasi La Fabrique des Enarques, EYMERI, Paris Economica, giugno 2001 e L’ENA, Miroir de l’Etat. De 1945 à nos jours, GAILLARD, Complexe 1995 (Questions au XXe siècle).

Non è forse male che anche nel nostro Paese il cittadino sia tutelato, a livello sia nazionale che regionale o comunale, nonché per qualsiasi altra funzione pubblica, da un requisito di avvenuta partecipazione con esito positivo ad un serio corso di preparazione, che potrà essere modulato a seconda delle varie funzioni.

Ad esso, così come alla scelta dell’Esecutivo da parte del Capo dello Stato (soggetta al vaglio e votazione da parte del Parlamento) sembra affidata la speranza di un incanalamento del nostro potere legislativo ed esecutivo in una direzione che dia, almeno alle future generazioni, prospettive meno insoddisfacenti delle attuali.