[23-10-2015] La Corte salva la legge Severino e conferma la linea del governo Monti

di Lorenzo Cuocolo, docente di Diritto comparato, Università Bocconi — @lorenzocuocolo

In attesa di conoscere le motivazioni giuridiche della sentenza sulla legge Severino ed il dettaglio delle argomentazioni della Corte costituzionale, si può notare, e condividere, un approccio improntato alla leale collaborazione con gli organi costituzionali e, anzitutto, con il Parlamento. La Corte, cioè, evita di entrare a gamba tesa e salva l’impianto di fondo della legge voluta per moralizzare la vita pubblica ed escludere dai vertici delle istituzioni locali e nazionali i soggetti condannati, anche in via non definitiva. Sia chiaro: non si tratta di una patente di costituzionalità. La Corte, infatti, potrà anche tornare ad occuparsi della legge Severino, in futuro, e magari censurarla. Al momento, però, si può dire che l’impianto tiene. E lo fa proprio nella sua parte più contestata: quella della portata retroattiva della legge. È infatti previsto che la sospensione dalle cariche pubbliche di vertice sia disposta anche per reati commessi prima dell’assunzione della carica. Gli avvocati del sindaco di Napoli De Magistris hanno sostenuto che l’incostituzionalità fosse tutta lì: in una sanzione prevista dopo la commissione del fatto. Appunto, si tratterebbe di una norma retroattiva in materia penale, ipotesi vietata dalla Costituzione. La Corte, tuttavia, non ha accolto questa tesi. Leggeremo perché, ma è probabile che la sospensione dalla carica non sia stata ritenuta una sanzione, bensì una misura di carattere amministrativo volta a tutelare il corretto funzionamento delle istituzioni. Se questa è la corretta lettura, il divieto di retroattività non trova applicazione. E la legge Severino resta in piedi.

Cosa succede adesso? Ogni processo segue la sua strada. Quello nei confronti di De Magistris riprenderà il suo corso e dovrà anche prevedere l’applicazione della legge Severino. Il punto, però, è che la condanna in primo grado, in base alla quale era stata disposta la sospensione di De Magistris da sindaco, sarà presto valutata dai giudici di appello. E l’esito sarà, inevitabilmente, l’assoluzione o la prescrizione. Venendo meno la condanna, quindi, verrà meno anche il presupposto necessario per confermare la sospensione. L’esito finale, dunque, è piuttosto prevedibile. È solo questione di capire come si incastreranno i tempi processuali.

Diverso, almeno in parte, il discorso per il presidente della Regione Campania De Luca. Anche i suoi legali hanno portato la legge Severino davanti alla Corte costituzionale, ma contestando più vizi. La Consulta tornerà a pronunciarsi e, in teoria, potrebbe accogliere una delle doglianze che caratterizzano il ricorso di De Luca rispetto a quello di De Magistris. Ma, si è detto, sembra improbabile.

È importante sottolineare che scelta della Corte conferma il buon lavoro svolto dal governo Monti.