[01-02-2015] Mattarella protagonista delle riforme

di Lorenzo Cuocolo, docente di Diritto comparato, Università Bocconi — @lorenzocuocolo

Non si deve trascurare un dettaglio: Sergio Mattarella, prima di essere uomo delle istituzioni, è un costituzionalista, che ha insegnato Diritto parlamentare a Palermo. Uno studioso, quindi. Un uomo che può unire la sensibilità fine del giurista di razza alla grande esperienza nei palazzi della politica. È presto per dire se sarà un mix vincente, ma certo gli ingredienti ci sono tutti e la grande prova di maturità politica di Matteo Renzi è tanto più marcata se si comprende che il nuovo inquilino del Colle ha uno spessore tale da non poter essere in alcun modo influenzato dalle ondivaghe sirene politiche.

Mattarella sarà, dunque, molto più di un arbitro. Sarà un garante consapevole, che verosimilmente contribuirà in prima persona ad indicare la strada delle riforme istituzionali. Tradizionalmente, nei primi mesi di mandato, i Presidenti si muovono con prudenza. Questa volta, però, le prove sono dietro l’angolo. Anzitutto la riforma elettorale. Chissà cosa Mattarella pensa dell’Italicum, proprio lui, che ha dato all’Italia la miglior legge elettorale degli ultimi venticinque anni. Il ricompattarsi del PD attorno a Renzi potrà comportare delle modifiche al testo. Ma non sono da escludere veri scossoni, ad esempio col ritorno ai collegi del mattarellum, che Renzi ha espressamente richiamato nel suo discorso ai grandi elettori del PD.

Poi le riforme costituzionali. Sicuramente Mattarella non lascerà cadere l’eredità morale di Giorgio Napolitano ed i suoi accorati appelli a fare presto e a fare bene. Mattarella, come giurista e come democristiano di sinistra, non darà alcuno spazio ad idee di riforma troppo originali o affrettate. Difenderà la centralità del Parlamento, luogo di confronto e di garanzia delle minoranze. Difenderà il valore delle autonomie e del regionalismo, sulla linea di don Sturzo. Il tutto, però, in una cornice fortemente unitaria, che garantisca il medesimo godimento dei diritti fondamentali in ogni parte del Paese. E, il tutto, con una profonda vocazione europea.

La solidità di Mattarella e la capacità politica di Matteo Renzi, possono davvero rappresentare per l’Italia una coppia vincente.

(pubblicato sul Secolo XIX del 01-02-2015) @lorenzocuocolo