[24-1-2015] I poteri nascosti del Quirinale

di Lorenzo Cuocolo, docente di Diritto comparato, Università Bocconi — @lorenzocuocolo

Alcuni poteri del Presidente della Repubblica sono espressamente disciplinati dalla Costituzione e si sostanziano in atti formali, come quelli di nomina del Governo, di scioglimento delle Camere, di concessione della grazia, e così via. Tutti vanno controfirmati dal Governo, che ne assume la responsabilità. È un requisito di validità, e serve a spogliare il Presidente della responsabilità politica per gli atti adottati, mantenendolo fuori dalla mischia.

Ma i poteri del Presidente sono molto più estesi. E molti non sono direttamente disciplinati dalla Costituzione: non hanno una chiara procedimentalizzazione e non sfociano in atti formali. Eppure pesano, eccome, sugli equilibri costituzionali. Si entra così nella sfera meno pubblica delle attività presidenziali, nei “si dice” che a volte filtrano dai corridoi del Quirinale, ma di cui non è mai possibile trovare testimonianze certe.

Un ruolo importante, ad esempio, è giocato nella nomina dei ministri. La Costituzione affida il potere di proposta al Presidente del Consiglio. È normale, infatti, che il Capo del Governo si scelga la propria squadra. Spesso, in realtà, il Presidente della Repubblica dice la sua e, a volte, ha posto dei veti veri e propri alla scelta di soggetti non graditi al Quirinale. Ben noto, ad esempio, fu il rifiuto di Scalfaro a nominare Cesare Previti ministro della giustizia, nel primo governo Berlusconi.

Un altro ruolo “informale” è svolto dal Presidente durante il procedimento legislativo. Gli uffici del Quirinale tengono costantemente monitorato l’iter legis e non mancano di intervenire con osservazioni o “suggerimenti” quando necessario. Un controllo particolarmente intenso è svolto in relazione ai decreti-legge, cioè agli atti normativi che il Governo può adottare in caso di urgenza. Spesso si ha notizia, ovviamente informale, di veri e propri tira e molla tra Palazzo Chigi ed il Quirinale, per mettere a punto un testo che non incontri ostacoli all’emanazione. Ancora più riservati sono i contatti tra Presidente e Corte costituzionale. Ed è normale che sia così, anche se, fisicamente, il Palazzo della Consulta ed il Quirinale sono uno a fianco dell’altro. Ma la Corte è un organo giurisdizionale. Qualsiasi contatto con la Presidenza, dunque, deve essere ponderato. Non è da escludersi, tuttavia, che possano esserci confronti su temi di politica legislativa e sul ruolo della Corte nella concreta determinazione della forma di governo.

Insomma, il Presidente fa molto più di quello che appare. Le zone grigie che abbiamo raccontato possono essere semplicisticamente ricondotte a forme di “inciucio” e di movimenti di “sottobosco” romano fonte dei mali del Paese. In realtà le attribuzioni informali del Presidente, se ben utilizzate, possono essere determinanti per garantire quella elasticità nei rapporti tra istituzioni necessaria a farle funzionare. Certo, anche in questo caso, è decisivo il carattere di ogni singolo Presidente.

(pubblicato sul Secolo XIX del 24-1-2015) @lorenzocuocolo