[21-05-2013] Una breccia in un grande muro aperta da un grande presidente (Un altro saggio esercizio delle prerogative presidenziali)

di Mauro Rubino-Sammartano, Presidente, European Court of Arbitration

Dopo la breccia di Porta Pia, un’altra breccia è stata aperta in un muro ancor più importante, grazie ad un altro ben calibrato intervento del Presidente della Repubblica.

Nel muro di astio che ha diviso il nostro paese (come ce lo ricorda il contrasto antico tra guelfi e ghibellini) tra la democrazia cristiana e la sinistra e poi nell’ultimo ventennio tra il centro-destra e la sinistra nelle sue varie articolazioni, e che ha avvelenato il tessuto sociale a danno non solo della pace sociale, ma anche del progresso economico, è stata infatti aperta una breccia che solo un grande Presidente, alla ricerca del bene del Paese, vi poteva apportare.

L’opera di convincimento e la presa di posizione ferma e coraggiosa del Capo dello Stato ha portato all’insperato risultato di un Governo di coalizione, in cui i due partiti tradizionalmente opposti hanno accettato di governare insieme.

Anche se la celebrazione di un matrimonio non è sempre purtroppo garanzia che la convivenza sarà felice, e l’adesione all’accorato invito del Presidente della Repubblica potrebbe – Dio non voglia – essere da qualcuno intesa come una semplice tregua d’armi, è lecito auspicare e doveroso confidare che si sia in presenza di un importante passo avanti per la pace sociale, di cui il paese ha un enorme bisogno.

In primo luogo, sul piano spirituale, per rasserenare gli animi, e in secondo luogo perché se l’unione fa la forza, la divisione provoca debolezza non solo nei rapporti internazionali della nostra Italia, ma anche sul piano economico, tra l’altro in quanto assorbe preziose energie, sottraendole al loro utilizzo per costruire insieme un paese meglio strutturato, meglio organizzato e più attento ad eliminare un mare di sprechi e di abusi e a favorire la crescita economica di tutti, ceti meno abbienti in testa.

Dopo la scelta di un governo tecnico, di grande rilievo sul piano del ritorno alla separazione dei poteri, la spinta ad una così indifferibile pace sociale è un ulteriore grande contributo del Capo dello Stato.

I ricambi generazionali non sono solo giustificati, ma inevitabili.

La giovinezza di cui il paese ha bisogno è tuttavia quella dello spirito, più che quella anagrafica.

Un vecchio professore napoletano diceva “c’è chi nasce vecchio e chi invecchia muore giovane”.

Il nostro Presidente, ben saldo malgrado l’età, è un esempio della fondatezza di questo saggio proverbio della scuola napoletana.