[27-04-2013] #qualegoverno?

di Valerio Lubello, dottorando in istituzioni e politiche comparate, Università di Teramo

Volendo  preservare il prezioso patrimonio di neologismi accumulato in questi mesi “senza” Governo, riporto alcune definizioni di Esecutivo che stanno colorando le tinte fosche della  vita istituzionale:

Governo di unità nazionale; Governo di solidarietà nazionale; Governo di larghe intese; Governissimo; Governo tecnico; Governicchio; Governicchio semi- balneare; Governo balneare; Governo del Presidente; Governo quale che sia; Governo senza indugio; Governo non a tutti costi; Governo a tempo; Governo di cambiamento; Governo in prorogatio; Governo delle banche; Commissariamento; Governo di responsabilità; modello belga; Governo dei saggi; Governo  dei facilitatori; Governo politico; Governo di alto profilo; Governo di alto profilo internazionale; Governo del “golpetto”; Governo in streaming; Governo di minoranza; Governo di coalizione; Governo di emergenza; Governo di scopo; Governo di scopone scientifico (On. Civati); Governo di ammucchiata; Governo della non sfiducia; Governo minestrone; Governo di servizio al Paese.

Spetta ancora una volta al Capo dello Stato mettere ordine: «Non corriamo dietro alle formule o alle definizioni di cui si chiacchiera. Al Presidente non tocca dare mandati, per la formazione del Governo, che siano vincolati a qualsiasi prescrizione se non quella voluta dall’articolo 94 della Costituzione: un Governo che abbia la fiducia delle due Camere».  Così il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio di inizio del suo secondo mandato il 22-4-2013.