[17-11-2011] Balduzzi: un costituzionalista al Governo!

di Lorenzo Cuocolo, docente di Diritto costituzionale, Università Bocconi

Fra i tanti autorevoli professori del nuovo governo Monti, ce n’è uno che insegna diritto costituzionale e che è maestro ed amico di molti di noi. Si tratta di Renato Balduzzi, Ministro della Salute, al quale vanno le più affettuose felicitazioni ed un grande in bocca al lupo per il duro lavoro che – siamo sicuri – svolgerà in modo eccellente. Di seguito una breve scheda.

Renato Balduzzi, nuovo Ministro della salute, è un autorevole costituzionalista molto legato a Genova, dove si è laureato in Giurisprudenza e ha poi svolto gran parte della carriera universitaria. Professore ordinario di Diritto costituzionale, ha insegnato per circa quindici anni presso la Facoltà di Scienze politiche genovese. Negli ultimi anni ha ottenuto il trasferimento presso l’Università del Piemonte orientale, sede di Alessandria, dove vive insieme alla moglie Barbara e ai tre figli, Giacomo, Diletta e Teresa. Dal primo novembre del 2011 è stato chiamato in ruolo presso l’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Presidente del CEIMS, Centro di eccellenza di servizi per il management sanitario, ha recentemente fondato la Società scientifica degli studiosi di diritto sanitario. Il professor Balduzzi ha un profilo scientifico internazionale ed ha svolto attività di ricerca ed insegnamento all’estero, soprattutto presso l’università di Paris X – Nanterre e di Aix en Provence.

Profondamente cattolico, Balduzzi ha presieduto sino al 2009 il Meic (l’associazione laureati cattolici, già presieduta da Aldo Moro). Dirige tuttora la rivista culturale Coscienza, dove scrive editoriali di cultura e filosofia, che mettono in luce l’alto spessore morale, culturale e spirituale della persona.

Non è nuovo a incarichi tecnici a supporto dell’azione di governo: è stato consigliere giuridico del Ministro della difesa all’inizio degli anni Novanta e, successivamente, capo dell’Ufficio legislativo del Ministro della salute (all’epoca Rosy Bindi) dal 1996 al 2000. Ha nuovamente aiutato Rosy Bindi quando fu Ministro per la famiglia, dal 2006 al 2008. Attualmente è Presidente di Agenas, l’Agenzia governativa per i servizi sanitari regionali.

Avvocato cassazionista, Balduzzi ha sempre preferito la ricerca alla pratica forense, limitando il suo percorso professionale alle consulenze di alto livello. A Genova è stato per quasi dieci anni membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Carige.

La scelta di Renato Balduzzi al Ministero della salute conferma l’alto profilo tecnico del governo guidato da Mario Monti: il Ministro Balduzzi è il massimo esperto italiano di diritto sanitario. Renato Balduzzi ha presieduto la Commissione ministeriale che ha prodotto la cd. riforma Bindi.

Nei suoi scritti da costituzionalista, Balduzzi ha sempre dedicato particolare attenzione al principio di uguaglianza e all’attenzione verso le fasce più deboli. Anche sotto il profilo dell’assetto territoriale, Balduzzi è sempre stato fautore di un regionalismo solidale, cioè di un sistema volto a bilanciare il principio autonomista con i doveri inderogabili di solidarietà e con il principio inviolabile di unità dell’ordinamento.

Con specifico riferimento ai temi sanitari, Balduzzi è uno dei massimi esperti di livelli essenziali di assistenza, cioè delle prestazioni e dei servizi essenziali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, a prescindere dalle condizioni economiche delle singole Regioni e dei singoli presidi sanitari. Il nuovo Ministro è inoltre un convinto sostenitore dell’indispensabilità di un Servizio sanitario nazionale, declinato come somma dei diversi servizi sanitari regionali.

Balduzzi ha sempre sostenuto che le prestazioni essenziali, da garantire a tutti i cittadini, non possano essere sacrificate per mere esigenze di cassa, e che le risorse per la sanità debbano essere assegnate in funzione delle prestazioni da erogare, e non viceversa. Anche per questo, Renato Balduzzi ha sostenuto che i “costi standard”, introdotti dal governo Berlusconi, debbano comunque garantire l’equa distribuzione delle risorse fra le Regioni, assicurando le prestazioni essenziali a tutti i cittadini.

Fra i “Balduzzi boys”, di cui probabilmente sentiremo parlare, si segnalano dirigenti ed operatori del settore come la genovese Anna Banchero, il consulente di Palazzo Chigi Guido Carpani, il professor Francesco Taroni, nonché i manager Fulvio Moirano e Gian Paolo Zanetta.

(pubblicato sul Secolo XIX del 17-11-2011)