[09-11-2011] Game over

di Lorenzo Cuocolo, docente di Diritto costituzionale, Università Bocconi

È appena arrivata notizia della nomina del Professor Monti senatore a vita. Per fatti concludenti, il Presidente della Repubblica ha deciso di chiudere il sipario sull’agonizzante esecutivo Berlusconi, superando ogni possibile equivoco sull’onestà dell’impegno a dimettersi del Presidente del Consiglio.
È chiaro che Napolitano è deciso a giocare il tutto per tutto per salvare il Paese, interpretando le sue prerogative costituzionali in senso “attivo”, come forse non si era mai visto nella storia repubblicana.
È facile leggere nella nomina del Professor Monti una evidente volontà di Napolitano di scongiurare le urne e di affidare al Presidente della Bocconi la delicata responsabilità di traghettare il Paese in acque più tranquille sotto il profilo finanziario, pur rischiando forti lacerazioni sociali in conseguenza delle dolorose misure che dovranno essere assunte. Meno facile, almeno per ora, è comprendere su quale maggioranza il nascituro governo Monti possa fondarsi. Non è da escludere che questa possa essere anche molto ampia, includendo ampie porzioni del PdL, dal momento che nessun partito ha reale interesse ad andare subito al voto, e nessun parlamentare ha reale disponibilità a lasciare anzitempo il proprio seggio.
Riservando ai giorni che seguono ulteriori approfondimenti, si possono per il momento trarre due conclusioni sicure. Anzitutto la nomina di Mario Monti senatore a vita è un bellissimo segno, che dà giusto riconoscimento ad uno dei profili più alti della recente storia italiana e dota il Senato di una risorsa importante. In secondo luogo, da questa sera si potrà riposare senza temere che il Presidente del Consiglio uscente riesca, con qualche gioco di prestigio, a restare in sella. Game over, dunque. O, come titola Le Monde, rideau!