[01-10-2011] Referendum a rischio: Napolitano avvisa le Camere

di Lorenzo Cuocolo, docente di Diritto costituzionale, Università Bocconi

Il presidente della Repubblica torna a tracciare la rotta, consolidando la sua veste di timoniere del Paese, per mari che si fanno sempre più perigliosi. Napolitano interviene a tutto campo e stronca senza appello le fantasie secessioniste di una Lega un po’ parolaia. Ma, soprattutto, il Presidente della Repubblica lancia un grido di allarme sul sistema elettorale: il meccanismo per trasformare i voti in seggi, lo strumento per dare carne al principio democratico.

Napolitano interviene proprio nel giorno in cui viene reso noto che il comitato per il referendum elettorale ha raccolto più del doppio delle firme necessarie. È il segnale che i cittadini vogliono tornare a scegliere, senza essere commissariati da partiti e comitati d’affari.

La procedura referendaria dovrà ora essere perfezionata, compreso il vaglio di ammissibilità della Corte costituzionale. Ed è qui che si annidano i dubbi dei costituzionalisti: il referendum mira ad abrogare il famigerato “porcellum”, cioè la legge elettorale approvata nel 2005. Ma l’obiettivo ultimo è quello di riportare in vita il sistema elettorale precedente, quello uninominale maggioritario, introdotto al tramonto della prima Repubblica. Il risultato, però, è tutt’altro che scontato: l’abrogazione di una legge elettorale non fa automaticamente rivivere quella precedente. Così, almeno, la Corte costituzionale ha ritenuto fino ad oggi. Se questo è vero, il referendum rischia di essere dichiarato inammissibile, poiché la sua approvazione produrrebbe il risultato di un vuoto normativo. In altre parole, non avremmo più una legge con cui votare.

Questi dubbi sono ben noti al Presidente della Repubblica. E, allora, si può ritenere che il suo appello accorato di ieri sia un pungolo al Parlamento affinché si assuma la responsabilità politica (e, verrebbe da dire, anche morale) di modificare la legge elettorale prima che la Corte si pronunci sull’ammissibilità del referendum.

(pubblicato sul Secolo XIX del 01-10-2011)