[09-07-2011] Basta con questa politica!

di Lorenzo Cuocolo, docente di Diritto costituzionale, Università Bocconi

Ancora notizie di soldi, soldi e soldi. Soldi che qualche imprenditore dà a qualche politico. Che qualche politico prende da qualche faccendiere. Ma che diavolo di mestiere è quello del faccendiere? E poi gruppi di notabili in odore di servizi segreti, logge coperte, comitati d’affari.

Ci vorranno forse anni per verificare le responsabilità di ciascuno, per capire chi si è fatto pagare l’affitto di casa, chi ha smazzato quattrini, chi li ha presi pensando fossero un regalo di Natale (sì, abbiamo sentito anche questo, negli ultimi giorni).

Tutto sommato le responsabilità individuali sono poco rilevanti. Non per una vena giustizialista, populista e forse qualunquista. Ma perché, comunque vadano a finire le vicende dei singoli, ogni giorno viene disvelato un pezzetto in più di un malcostume assai diffuso, per non dire generalizzato, che colpisce un sistema assolutamente trasversale, che va dalla destra alla sinistra, senza risparmiare le forze politiche che – a parole – fanno della moralità, dell’onestà e di simili valori la propria bandiera. Il re è nudo, dunque. Anzi, è nuda un’intera classe di politici, faccendieri, aggiustatutto. Molti di questi girano inappuntabili, vestiti di scuro e tirati a lucido, fasciati nell’arroganza del proprio titolo di senatori, di onorevoli o di quant’altro.

Da questo sito abbiamo sempre cercato di non abbassare il livello alla chiacchiera da bar. Ci sembra di non farlo neppure oggi, ponendo brutalmente sul tavolo il tema di una minima decenza quotidiana, di un minimo codice morale condiviso, ma forse anche di un minimo senso della realtà da parte dei tantissimi attori e comprimari di quella nobile arte della politica, che oggi è però tanto più simile a un carrozzone senza capo né coda, a un circo autoreferenziale e moralmente corrotto.

Trovare soluzioni non è facile, anche perché, probabilmente, la classe politica è in buona parte specchio della società, anch’essa generalmente decadente. Certo, però, è sempre più evidente che la politica attira gentaglia tanto più facilmente quanto più girano soldi, benefits e convenienze varie. Chi fa politica deve ricevere un decoroso compenso. Ma ci deve essere certezza di cosa prende e di quali vantaggi “collaterali” ha (dal telefonino, ai voli di Stato). E, poi, chi ha incarichi pubblici deve poter essere controllato nei minimi dettagli dalla collettività. La trasparenza ed il rigore, nell’attesa che rinasca un briciolo di senso morale, sono l’ultimo baluardo cui aggrapparci. Seppur esausti.