[22-02-2011] Il seme della Costituzione

di Mattia Crucioli, avvocato

La rivolta divampa nel bacino del Mediterraneo e una dopo l’altra tremano e cadono dittature decennali. Le diverse istanze alla base dell’incendio epocale al quale stiamo assistendo appaiono compatte in questi giorni di rabbia e violenza, perche’ uno solo e’ lo scopo immediato dei milioni di uomini che in questi giorni sono pronti a combattere: rovesciare il tiranno. Ma a battaglia finita comincera’ un’incertezza maggiore: quale sistema sorgera’ dal sangue versato? Non sempre al Male si contrappone il Bene, spesso anzi regimi brutali vengono soverchiati da dittature peggiori. In Iran, per esempio, le legittime aspettative di liberta’ che avevano animato la rivolta contro lo Scia’ sono state superate e represse da una delle anime della rivolta stessa: l’integralismo religioso. Anche noi oltre sess’antanni fa abbiamo combattuto per mettere fine ad un ventennio di dittatura e anche allora le anime della resistenza – pur combattendo assieme nella fase di agonia del fascismo – erano ideologicamente distanti tra loro e in potenziale conflitto. Comunisti, cattolici e liberali, dall’esperienza della guerra e della guerra civile, seppero trarre insegnamenti tali da creare un sistema di regole condivise che garantissero la convivenza futura. Il frutto intatto di tale saggezza, maturata nella sofferenza, e’ la nostra costituzione.
Oggi la terribile prova spetta a egiziani, tunisini, libici e a tutti quei popoli che si troveranno, ancora con le armi in pugno, a dover decidere come organizzare le proprie relazioni e la propria vita. Il bilico tra altro sangue, altra oppressione e un futuro migliore di tolleranza e civile convivenza e’ di fronte a loro. L’esito, come sempre, e’ incerto. Propongo di offrirgli un aiuto tangibile: traduciamo la nostra Costituzione nelle loro lingue e facciamogliela conoscere, tramite internet o in altri modi, quale esempio possibile – non l’unico, non il migliore – di concreto esercizio di liberta’ e convivenza. La Costituzione, come un seme, potrebbe attecchire.