[04-12-2010] Ripresa e formazione

di Maurizio Del Conte, docente di diritto del lavoro, Università Bocconi

Incerto, a strappi, condizionato dalle continue pertubazioni monetarie internazionali: il cammino della ripresa economica pare una corsa ad ostacoli, ma in Lombardia le imprese hanno ricominciato a ricevere ordinativi e la produzione industriale mostra incoraggianti segni di crescita. Il terribile 2009 sembra lontano e, benché in pochi siano disposti a scommettere sulla solidità di questa ripresa, i volumi di fatturato crescono e si respira aria di rinnovata fiducia. Ma come si tradurrà questa ripresa in termini di lavoro? Negli ultimi due anni si sono avute innumerevoli ristrutturazioni aziendali, con tagli di personale che, non di rado, hanno colpito ben oltre la contrazione dei livelli produttivi. Insomma, la crisi ha fatto, fra i lavoratori, ancor più vittime di quante non fossero strettamente necessarie. Ma la crisi ha pesantemente penalizzato anche gli investimenti sulla qualità del lavoro, in particolare riducendo le già non abbondanti occasioni di formazione professionale continua. Ora che la produzione sta ripartendo, viene al pettine il vero nodo sullo scenario che ci aspetta in fondo al tunnel. Possiamo confidare in una strategia di sviluppo che, oltre a compensare la perdita quantitativa della occupazione negli ultimi due anni, intenda investire nella qualità delle risorse umane, oppure si continuerà a navigare a vista, contando semplicemente sull’effetto trascinamento delle economie più avanzate? Oggi non ci sono più alibi. Alleggerite da ogni peso superfluo, le imprese hanno la grande opportunità di concentrare le risorse disponibili nella formazione e riqualificazione del capitale umano, assumendo giovani con contratti a contenuto formativo come l’apprendistato e dotando stabilmente tutti i lavoratori di conoscenze e professionalità adeguate alla domanda dei mercati più evoluti.
(Pubblicato sul Corriere della Sera del 3-12-2010)