[27-11-2010] Montezemolo: cosa bolle in pentola?

di Lorenzo Cuocolo, docente di diritto costituzionale, Università Bocconi.

Nello scenario desolante della politica italiana, stuzzica la fantasia la proposta di Luca Cordero di Montezemolo di una grande lista civica nazionale, per superare l’attuale bipolarismo malato. Ormai da qualche giorno il Presidente della Ferrari lancia segnali, nemmeno troppo criptati, sulle sue intenzioni di scendere in campo.

Il Governo potrebbe cadere da un momento all’altro. Montezemolo che farà? Probabilmente nulla: resterà vittima del premio di maggioranza. Mi spiego meglio: immaginiamo che il Governo cada e che si vada presto alle elezioni con l’attuale legge elettorale. Quali sarebbero gli spazi per Montezemolo? Potrebbe presentare alle elezioni una formazione indipendente, che non si apparenti né con il centro-destra, né con il centro-sinistra. In tal caso potrebbe avere seggi in Parlamento solo se ottiene almeno il 4% dei voti su base nazionale. Se anche fosse, i parlamentari di Montezemolo non sarebbero decisivi, perché lo schieramento più votato (destra o sinistra che sia) avrebbe comunque il premio di maggioranza, e farebbe così a meno di loro.

Altrimenti potrebbe presentare una lista all’interno della coalizione di centro-destra o di centro-sinistra. Così otterrebbe parlamentari quasi sicuramente, potrebbe avere un ruolo di governo (se sceglie bene da che parte stare), ma perderebbe gran parte del suo potenziale politico di novità. Cioè, sarebbe poco più che un’appendice del solito centro-destra o del solito centro-sinistra.

Ecco perché Montezemolo insiste affinché la legislatura vada avanti: il voto anticipato gli creerebbe non pochi problemi e, probabilmente, lo condannerebbe a star fuori dai giochi. Se, invece, si riuscisse a modificare la legge elettorale prima del voto, allora è da scommettere che l’ex numero uno di Confindustria scenderebbe in campo in grande stile, rappresentando una novità importante nello scenario politico italiano.

Non è però ancora chiaro con quale fine ultimo: ieri ha dichiarato che serve una nuova legge elettorale e un nuovo bipolarismo. Se questa è la traccia, Italia Futura dovrà scegliere da che parte collocarsi, senza poter più mantenere quella posizione di neutralità che fino ad oggi le ha garantito simpatie trasversali. A giudicare dagli attacchi che ieri Montezemolo ha sferrato al Partito democratico, è troppo ardito immaginare che voglia fare della sua formazione quella forza riformista, moderata e moderna che da troppo tempo manca al Paese?