[20-11-2010] L’antimateria costituzionale

di Antonello Tarzia, docente di diritto costituzionale  presso l’Università LUM Jean Monnet e di diritto pubblico dell’economia presso l’Università Bocconi

Due giorni fa, su un noto quotidiano nazionale, il Presidente emerito della Corte costituzionale Gustavo Zagrebelsky ha definito, con il consueto rigore, l’idea di sciogliere una sola Camera una carnevalata partorita dai “fantasisti della Costituzione”.

Così, per gioco, immaginiamo uno scenario da “Grande fratello istituzionale” conseguente ad una eventuale decisione del Presidente della Repubblica di sciogliere solo la Camera dei Deputati.

Il popolo viene dunque chiamato alle urne per rinnovare la Camera bassa e, contestualmente, secondo riconosciute ed autorizzate teorie contemporanee della Costituzione materiale, eleggere direttamente anche il Premier (la Costituzione, in verità, si ostina a chiamarlo ancora Presidente del Consiglio dei Ministri; pertanto, per convenzione, lo chiameremo “Primino”).

Sempre per gioco, immaginiamo che il centro-sinistra riesca ad indicare un leader, un candidato-Primino forte, ad esempio D’Alema (questa è fantasia pura). Sorpreso dalla novità, il popolo dà la sua fiducia, anche se senza vincolo di mandato, al centro-sinistra.

Conformemente alla teoria della Costituzione materiale sopra richiamata, ci troviamo due Primini, uno con la fiducia del Senato, uno con quella della Camera (oppure, in alternativa, uno con la fiducia di una parte del Paese, l’altro con quella della rimanente parte).

In uno scenario di questo tipo, occorre inventarsi qualcosa: la nostra proposta è quella dei giorni alterni (quella delle targhe non appare percorribile), salvo le partite del Milan in Champions (che per il bene della Nazione ci auguriamo si esauriscano prima possibile) o altri impegni mondani.

Ad un tratto, durante una pausa pubblicitaria in cui si preannuncia un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri interpretativo del primo comma dell’art. 88 della Costituzione, per un difetto di ricezione del digitale terrestre, il segnale si sposta su Raitre che sta proiettando un vecchio film in bianco e nero. Proprio in quel momento l’attore protagonista esclama:

“Ma mi faccia il piacere!!!!”.