[13-11-2010] Il Presidente della Camera non ha responsabilità politiche

di Raffaele Manfrellotti, docente di Istituzioni di diritto pubblico, Università di Foggia

Si è parlato con insistenza, in questi giorni, di una presunta responsabilità politica del presidente della Camera, il quale sarebbe legato alla maggioranza che lo ha eletto e, pertanto, dovrebbe rassegnare le dimissioni qualora constatasse di aver perso l’appoggio di tale maggioranza, particolarmente a seguito dell’esercizio di un ruolo politico che ad esso sarebbe precluso. Si tratta di una posizione che, come è noto, è stata sostenuta non soltanto da una parte della stampa, ma altresì dai vertici dell’esecutivo. Il placarsi del dibattito al riguardo consente di svolgere qualche considerazione più serena a proposito di questa tesi.

Il Presidente di Assemblea parlamentare, della Camera come del Senato, è effettivamente un organo di garanzia; questo però non significa che svolga funzioni prettamente notarili di convocazione dell’Assemblea che presiede e di applicazione del relativo regolamento. Il ruolo di garanzia, al contrario, si deve concretare in primo luogo nel rispetto delle prescrizioni costituzionali, sia nel senso del rispetto dei divieti all’azione politica, sia nel senso dello stimolo a tale azione quando essa sia necessaria per l’attuazione delle prescrizioni della Carta fondamentale. Si può anche dire che il ruolo del Presidente di Assemblea parlamentare è la continuazione di quello del Presidente della Repubblica all’interno dei due rami del Parlamento. L’imparzialità di tale ruolo risiede in ciò, che esso deve prescindere dalla circostanza che lo stimolo all’Assemblea ad operare o a non operare in un certo senso abbia o meno il consenso dei partiti di maggioranza; e questo perché, trattandosi dell’applicazione di norme, e delle norme apicali del nostro ordinamento, la questione del gradimento delle forze di maggioranza non ha alcuna rilevanza: quelle norme non possono che essere ubbidite.

Ne consegue che l’affermazione di una presunta responsabilità politica in capo al Presidente di Assemblea parlamentare è priva di qualunque fondamento giuridico. Il Presidente di Assemblea parlamentare è e deve essere irresponsabile di fronte alla maggioranza che lo ha eletto, altrimenti non potrebbe svolgere il proprio ruolo di garanzia nei termini di cui si è detto. Sarà, eventualmente, il corpo elettorale, al termine del mandato, a confermare con il suo consenso l’operato del Presidente ovvero a censurarlo non rieleggendolo; ma prima della scadenza del mandato non esistono, nell’ordinamento, strumenti per rimuoverlo dalla carica.

L’ultima affermazione deve, in verità, essere temperata alla luce della circostanza che, nel vigente sistema elettorale, i cittadini non hanno più la possibilità di scegliere i propri rappresentanti e, dunque, di farne valere la responsabilità politica diffusa. La designazione dei parlamentari da parte dei partiti ha appunto l’effetto di recidere il legame dei primi dal consenso dei soggetti che li dovrebbero rappresentare. Ciò vale, naturalmente, anche per i Presidenti di Assemblea parlamentare.