[08-08-2010] Blackberry e diritti

È notizia di ieri che la Rim, produttrice dei Blackberry, installerà nuovi server a Riad. Questa decisione è stata assunta dall’azienda canadese dopo che, venerdì scorso, l’Arabia Saudita ha sospeso (anche se per sole quattro ore) i servizi Blackberry sul proprio territorio.
Cosa c’entra questo con la Costituzione italiana? Tanto, e per rendersene conto basta pensare che anche la Francia (certo non paragonabile per cultura dei diritti ai Paesi sauditi) sta riflettendo su possibili controlli sui Blackberry.
Ma qual è il succo della questione? I miliardi di dati generati dai Blackberry vengono canalizzati in server appositi, gestiti dalla casa-madre in Canada. Da qualche tempo si sono aggiunti altri server negli Stati uniti e nel Regno unito (è da supporre a seguito di specifici accordi di Rim con tali Paesi). A causa delle specifiche tecniche di questo sistema di comunicazione, è quasi impossibile controllare il flusso di informazioni che transitano dai terminali remoti ai server canadesi. Secondo l’Arabia saudita (ma analoghe lamentele sono state sollevate anche da Emirati arabi uniti, Algeria, Libano, India ed altri Paesi ancora), questa impossibilità di controllo costituisce un pericolo per la sicurezza dello Stato, e potrebbe addirittura agevolare le comunicazioni fra terroristi. Alcuni, invece, sospettano che le resistenze degli Stati siano dovute alla volontà di controllare (a mo’ di grande fratello) le comunicazioni tra i cittadini.
Quale che sia la verità, lo stesso problema si pone anche nell’ordinamento italiano, dove gli utilizzatori di Blackberry nemmeno si contano. Potrebbe l’Italia accordarsi a Francia, India e altri, per chiedere l’installazione di server Rim sul proprio territorio, in modo da poter controllare il flusso dei dati? Teoricamente, sì. Ma simile ipotesi è un ottimo esempio di conflitto tra valori costituzionali. Da un lato, infatti si pongono le esigenze di sicurezza nazionale, dall’altro la libertà di comunicazione e la tutela della privacy, sia dei cittadini, sia delle imprese.
Come sempre più spesso avviene, le nuove tecnologie e le dinamiche di globalizzazione pongono problemi di difficile soluzione, lasciando le risposte a instabili bilanciamenti tra valori confliggenti, che fanno emergere il ruolo della magistratura come primo baluardo dei diritti individuali.