[30-07-2010] Pedaggi autostradali ed equilibri costituzionali

Ieri [29-07-2010] il TAR del Lazio ha sospeso le norme sugli aumenti dei pedaggi autostradali, ed in particolare la previsione che, in attesa dell’approntamento di appositi caselli sui raccordi, vengano alzati i pedaggi delle autostrade limitrofe. I giudici amministrativi, infatti, hanno ritenuto che le tariffe debbano essere legate al servizio effettivamente corrisposto, e non possano essere alzate solo per esigenze di far cassa.

L’argomento è pregevole, ma non può essere approfondito. Quel che importa è che Roberto Castelli, sottosegretario ai Trasporti, ha pesantemente criticato la decisione dei giudici, considerandola la conferma che chiunque può bloccare le iniziative del Governo e che questo è la riprova di una Costituzione troppo debole.

Gli strumenti in mano ai giudici amminsitrativi possono essere discussi, e forse Castelli dimentica che a metà settembre entrerà in vigore il nuovo codice del processo amministrativo varato dal Governo in carica. Quel che non si può discutere, e non può nemmeno fare oggetto di battute, è il principio di separazione dei poteri, che impone a ciascuno di fare il suo: al Parlamento di fare le leggi, al Governo di applicarle, alla magistratura controllarne il rispetto e di tutelare i diritti dei singoli.